Contesto istituzionale e nascita dell’iniziativa
Nel cuore delle istituzioni locali prende forma un’iniziativa che unisce cultura, benessere e crescita personale. Nella sede del Consiglio, grazie all’impegno del consigliere comunale Davide Merichini e al coinvolgimento di rappresentanti del territorio, è stata presentata ufficialmente una nuova progettualità firmata da Carolyn Smith, figura di rilievo internazionale nel mondo della danza.
L’incontro, introdotto in un clima di collaborazione istituzionale, ha sottolineato il valore strategico di portare sul territorio iniziative capaci di generare impatto sociale oltre che culturale. Il progetto, infatti, non si configura come un semplice evento artistico, ma come un percorso strutturato di crescita personale rivolto principalmente al mondo femminile.
Un progetto che nasce da un’esperienza personale
Nel suo intervento, Carolyn Smith ha ripercorso le origini dell’iniziativa, profondamente legate alla sua esperienza personale. Dopo un periodo segnato da difficoltà legate alla salute, la coreografa ha dato vita a un percorso che inizialmente aveva una dimensione intima, quasi privata.
«Era un progetto nato per me stessa», ha spiegato, sottolineando come l’esigenza di ritrovare equilibrio e benessere abbia rappresentato il punto di partenza.
Da questa esigenza individuale è emersa però una visione più ampia: trasformare il percorso in un’opportunità condivisa, capace di coinvolgere altre donne. Un passaggio che riflette una dimensione culturale precisa, legata alle sue radici scozzesi, dove la condivisione dell’esperienza personale diventa strumento di crescita collettiva.
Dalla dimensione privata a fenomeno collettivo
Quello che era nato come un esperimento limitato ha rapidamente assunto una dimensione più ampia. Attraverso il passaparola e una crescente rete di partecipanti, il progetto si è evoluto fino a coinvolgere migliaia di donne, con percorsi che combinano danza, espressione corporea e condivisione emotiva.
Secondo quanto raccontato durante la presentazione, i risultati sono andati oltre le aspettative iniziali: miglioramenti nella postura, maggiore consapevolezza di sé e un generale incremento del benessere psicofisico.
Un dato significativo riguarda la partecipazione: il progetto ha raggiunto numeri rilevanti, arrivando a coinvolgere fino a 20.000 donne in diverse forme e attività, inclusi eventi esperienziali e momenti di incontro collettivo.
Il format: danza, condivisione e benessere nel territorio veneto
Dopo una prima fase di sviluppo e consolidamento a livello internazionale, il progetto ideato da Carolyn Smith approda ora in Veneto, con una tappa che segna un passaggio strategico nella sua evoluzione.
L’iniziativa si presenta come un format esperienziale articolato, che unisce danza, crescita personale e socialità. Non si tratta di un evento isolato, ma di un vero e proprio percorso strutturato che coinvolge le partecipanti in più momenti: lezioni, attività di gruppo e occasioni di confronto diretto.
Un’esperienza immersiva, oltre la danza
Elemento centrale del progetto è la dimensione immersiva. Le partecipanti non sono semplici spettatrici, ma protagoniste attive di un percorso che combina movimento, espressione corporea e condivisione emotiva.
Durante la presentazione è emerso con chiarezza come la danza venga utilizzata non tanto come disciplina tecnica, quanto come strumento per:
- migliorare la consapevolezza del proprio corpo
- favorire il benessere psicologico
- creare connessioni autentiche tra le partecipanti
Un approccio che si distanzia dai modelli competitivi tradizionali, puntando invece su inclusività, partecipazione e crescita personale.
Il ruolo del territorio: perché il Veneto e Abano
La scelta del Veneto, e in particolare dell’area termale di Abano, non è casuale. Il territorio rappresenta un contesto ideale per sviluppare un progetto che mette al centro il benessere complessivo della persona.
Durante l’incontro è stato sottolineato come la presenza di strutture alberghiere e centri termali di alto livello renda la zona un punto di riferimento anche per atleti internazionali, che vi si recano per percorsi di recupero e rigenerazione fisica.
In questo contesto, il progetto si inserisce in modo coerente, integrando:
- benessere fisico (terme, trattamenti)
- benessere emotivo (attività di gruppo e danza)
- benessere sociale (incontro tra persone provenienti da diverse realtà)
Un ecosistema che rafforza il valore dell’iniziativa e ne amplifica il potenziale impatto.
Una rete nazionale in crescita
Un altro elemento chiave emerso riguarda la dimensione sempre più ampia del progetto. Le partecipanti provengono da diverse regioni italiane, con una mobilità crescente che trasforma l’iniziativa in una vera e propria rete nazionale.
Sono già previste ulteriori tappe, con l’obiettivo di rendere il format accessibile anche ad altre aree del Paese. Tra queste, è stata citata la Sicilia, segno di una strategia di espansione che punta a coinvolgere realtà territoriali differenti ma accomunate dalla stessa esigenza: creare spazi dedicati al benessere femminile.
Al di là dell’aspetto artistico e del format esperienziale, il progetto ideato da Carolyn Smith si distingue per una forte connotazione sociale. Il focus principale è infatti la creazione di uno spazio dedicato alle donne, pensato per rispondere a un’esigenza sempre più evidente nella società contemporanea: ritagliarsi tempo e identità al di fuori dei ruoli quotidiani.
Uno spazio pensato “per le donne”
Durante il confronto emerso nel corso dell’incontro, Smith ha evidenziato un punto centrale: la difficoltà, per molte donne, di trovare momenti realmente dedicati a sé stesse.
Tra lavoro, famiglia e responsabilità quotidiane, lo spazio personale tende spesso a ridursi fino quasi a scomparire. Il progetto nasce proprio come risposta a questa dinamica, offrendo un contesto protetto in cui potersi esprimere liberamente, senza giudizio.
L’obiettivo non è performativo, né competitivo. Al contrario, il percorso si basa su:
- libertà di espressione
- ascolto di sé
- condivisione di esperienze personali
Un approccio che punta a ricostruire una dimensione autentica della persona, spesso compressa nella routine quotidiana.
Inclusività e limiti: una posizione chiara
Uno dei temi più attuali emersi durante l’incontro riguarda l’inclusività. Alla domanda sull’apertura del progetto anche alle donne transgender, Smith ha risposto con una posizione articolata, che riflette la fase evolutiva dell’iniziativa.
Da un lato, è stata ribadita la volontà di non escludere nessuno in linea di principio. Dall’altro, è stato chiarito che il progetto, nella sua configurazione attuale, è focalizzato su uno spazio specifico per le donne, inteso come ambiente dedicato a esigenze condivise e a dinamiche relazionali precise.
Una scelta che non viene presentata come chiusura, ma come necessità di consolidare un’identità progettuale chiara prima di eventuali aperture future.
Danza come strumento, non come fine
Un altro elemento distintivo è il ruolo della danza all’interno del progetto. Lontana da logiche di spettacolo o competizione — spesso associate anche a programmi televisivi come Ballando con le Stelle, di cui Smith è volto noto — qui la danza assume una funzione diversa.
Diventa un mezzo per:
- liberare tensioni emotive
- migliorare la percezione del proprio corpo
- favorire la connessione con gli altri
Non è richiesta esperienza, né preparazione tecnica. Questo contribuisce ad abbattere barriere di accesso e a rendere il progetto fruibile da un pubblico ampio e trasversale.
Una risposta a un bisogno contemporaneo
Il successo crescente dell’iniziativa sembra intercettare un bisogno reale e diffuso. In un contesto sociale in cui aumentano stress, isolamento e frammentazione delle relazioni, progetti di questo tipo offrono una risposta concreta, basata su esperienze condivise e relazioni autentiche.
Non a caso, molte partecipanti — come emerso durante la presentazione — riportano cambiamenti tangibili nella propria vita quotidiana: maggiore serenità, migliori relazioni personali e una rinnovata energia nell’affrontare le sfide di ogni giorno.
Impatto sul territorio e prospettive future
L’arrivo in Veneto del progetto ideato da Carolyn Smith non rappresenta soltanto un evento isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione territoriale e sviluppo di nuove forme di turismo esperienziale.
Un’opportunità per il territorio
L’area di Abano e dei Colli Euganei, già riconosciuta per la propria vocazione termale e per l’alta qualità delle strutture ricettive, si conferma terreno fertile per iniziative che integrano benessere fisico e crescita personale.
Il progetto contribuisce a rafforzare questo posizionamento, intercettando un target specifico — quello del benessere femminile — e generando un indotto che va oltre il singolo evento. Le partecipanti, provenienti da diverse regioni italiane, non si limitano infatti a prendere parte alle attività, ma vivono il territorio, soggiornano nelle strutture locali e ne sperimentano i servizi.
Un modello che si avvicina sempre più a quello del turismo relazionale, in cui l’esperienza diventa il vero valore aggiunto.
Destagionalizzazione e attrattività internazionale
Tra gli elementi di maggiore interesse per gli operatori locali emerge il potenziale impatto sulla destagionalizzazione. Eventi strutturati e replicabili nel corso dell’anno permettono di attrarre flussi turistici anche al di fuori dei periodi tradizionali.
Inoltre, la dimensione internazionale della carriera di Smith — consolidata anche attraverso la sua presenza mediatica e il legame con format televisivi di successo come Ballando con le Stelle — rappresenta un ulteriore fattore di visibilità per il territorio.
La possibilità di attrarre partecipanti dall’estero, già emersa nelle fasi precedenti del progetto, apre scenari interessanti in termini di promozione e posizionamento globale.
Una visione in evoluzione
Il progetto, come sottolineato dalla stessa ideatrice, è ancora in fase di crescita. L’obiettivo è quello di consolidare il format, ampliarne la portata e sviluppare nuove declinazioni che possano coinvolgere pubblici diversi.
Tra le prospettive future:
- espansione in altre regioni italiane
- sviluppo di nuovi percorsi tematici
- possibile apertura a ulteriori target, mantenendo una chiara identità progettuale
Una crescita che avverrà per step, mantenendo al centro la qualità dell’esperienza e l’efficacia del percorso proposto.
Conclusione — Un modello che unisce cultura, benessere e comunità
L’iniziativa presentata in Consiglio si configura come un esempio concreto di come la cultura — in questo caso la danza — possa diventare leva di trasformazione sociale ed economica.
Non solo intrattenimento, ma strumento di benessere, relazione e valorizzazione del territorio. Un modello che, se consolidato, potrebbe rappresentare un riferimento replicabile anche in altri contesti.
In un’epoca in cui cresce la domanda di esperienze autentiche e significative, progetti come questo dimostrano come sia possibile coniugare dimensione personale e sviluppo collettivo, generando valore sia per le persone che per i territori che li accolgono.




