Sabato 20 dicembre 2025, l’Aula di Montecitorio si è trasformata in un palcoscenico d’eccezione per il tradizionale Concerto di Natale della Camera dei Deputati, evento che unisce istituzione, musica e solidarietà. Organizzato in collaborazione con la fondazione Telethon, l’iniziativa ha preso parte alla maratona annuale di raccolta fondi per la ricerca sulle malattie genetiche rare.
Un messaggio istituzionale forte
Ad aprire la serata, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha pronunciato parole dal profondo significato civile e umano. Ha ricordato che «sostenere la ricerca significa sostenere la vita», richiamando l’attenzione sulle sofferenze che molte popolazioni affrontano, dalle guerre alle persecuzioni, e sul dovere morale di promuovere solidarietà, dignità e speranza per i più vulnerabili.
Fontana ha esortato tutti — istituzioni e cittadini — a farsi «costruttori di pace», sottolineando come il Natale sia non solo un momento di festa, ma anche di riflessione, memoria e responsabilità collettiva.
In Aula erano presenti, tra gli altri, anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e numerosi parlamentari, insieme a rappresentanti del mondo istituzionale, associativo e civile.
Musica, emozione e solidarietà
La serata ha unito la solennità delle istituzioni alla potenza emotiva della musica. Sul palco si sono alternati artisti e corali di eccellenza, capaci di offrire un repertorio ricco e variegato — dal gospel al pop natalizio, passando per l’inno e la tradizione.
- Il concerto si è aperto con l’Inno di Mameli eseguito dal Coro degli Alpini (sezione milanese), che ha aggiunto un momento di profondo significato simbolico, seguito da “Il Signore delle Cime”.
- Poi è intervenuta la Solevoci Gospel Choir, coro tra le realtà più rappresentative del panorama gospel italiano, che si è presentato in formazione speciale: dodici cantanti accompagnati da una sezione ritmica dal vivo (pianoforte, chitarra, basso elettrico e batteria).
- Un momento particolarmente atteso è stato l’intervento della cantante Cecille, che ha regalato al pubblico anche una raffinata versione del classico “Quando quando quando”. A rendere l’esibizione ancora più significativa, la presenza in sala dell’autore del brano, Tony Renis.
La conduzione dell’intera serata è stata affidata alla giornalista televisiva Eleonora Daniele, in diretta su Rai1 grazie all’organizzazione di Rai Parlamento. Nel corso del pomeriggio, inserito nella maratona Telethon-Rai, la Daniele ha dato voce anche a testimonianze di speranza e resilienza, come quella della nuotatrice paralimpica Carlotta Gilli, ambasciatrice del valore della ricerca e dell’inclusione sociale.
Il risultato: una serata di alto profilo istituzionale e artistico, capace di unire la sacralità del Natale con l’urgenza di solidarietà concreta, attraverso la musica e il gesto della donazione.
Telethon, ricerca e un invito alla donazione
L’evento non è stato solo celebrazione, ma una chiamata all’impegno concreto. In un momento storico complesso, sostenere la ricerca significa dare speranza a chi vive con malattie genetiche rare. La partecipazione del mondo politico, istituzionale e civile — unita alla musica — ha rafforzato il messaggio: ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza.
La diretta televisiva su Rai1, con possibilità di visione su RaiPlay e WebTV della Camera, ha consentito a un pubblico ampio e trasversale di seguire l’evento.
Un punto di vista personale: presenza, territorio, comunità
Tra i numerosi invitati, era presente anche un gruppo che portava con sé il valore rappresentativo del territorio. Fra loro, io, Davide Meneghini, Consigliere comunale di Padova — una testimonianza di come la partecipazione civica e l’attenzione a temi sociali possano partire anche da livelli locali, pur in contesti nazionali.
Essere presenti in un evento del genere significa credere che le istituzioni possano — e debbano — essere motori di coesione, cultura e impegno sociale.
Più di un concerto, un segnale concreto
Il Concerto di Natale 2025 alla Camera dei Deputati non è stato semplicemente un momento musicale: è stato un segnale concreto, rivolto al Paese e all’Europa, che unisce politica, istituzioni, cultura e solidarietà.
In una fase storica in cui molti contesti vivono sotto la minaccia della guerra, della povertà e dell’ingiustizia, eventi come questo dimostrano che è possibile costruire ponti — di pace, ricerca e speranza — attraverso l’arte e l’impegno condiviso.
Invito tutti a riflettere su questo: sostenere la ricerca, testimoniare solidarietà, promuovere dignità. Perché la musica e la politica, insieme, possono essere vettori di cambiamento reale.




